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È certamente una notizia importante la scoperta dei documenti che il Sant’Uffizio nel 1949-1952 aveva secretato e che finalmente sono stati messi a disposizione degli studiosi. Ora sappiamo che in quegli anni la Santa Sede, per mezzo del Sant’Uffizio, aveva formato una commissione d’inchiesta – formata da: Morano, Traglia, Hudal, Cordovani, Gorr, Hürth, Liburdi, Creusen, Parente, Tromp, Grendel, Bigazzi, Dalpiaz – sulla persona di Maria Valtorta e sui suoi libri, che all’epoca non erano stati ancora editi. Per il momento solo quattro di quei documenti sono stati diffusi grazie a uno studioso francese (tra l’altro nemico di Maria Valtorta). I quattro documenti sono:
1. IN VOTO RELATORIS IUXTA MINTEM
Feria II - die 14.a mensis februarii 1949 S. Offizio S.0. 355/45. Circa il Libro “Parole di Vita Eterna” ovvero “Vangelo di Gesù Cristo” della pseudo veggente Maria Valtorta di Viareggio.
2. Relazione del Sac. GIOVANNI PEPE
Roma, 2 febbraio 1949 Sac. GIOVANNI PEPE, Relatore (10) Doc. nn. 60 e 61 della Posizione citata.
3. Relazione del Card Bea
Prot. num 355/55 144/59; (14) “PAROLE 'DI VITA ETERNA” OVVERO “VANGELO DI GESU CRISTO” della Sig.na Maria Valtorta di Viareggio
VOTO del Rev.mo P. Agostino BEA S.J., Consultore. Sull’opera Dattilografata
4. Relazione del Padre Alberto Vaccari
SULL’OPERA «PAROLE DI VITA» (così l’annunzio stampato) VANGELO DI GESU CRISTO (data ad esaminare in dattiloscritto) PARERE DEL P. ALBERTO VACCARI S. I., qualificatore del s. offizio
Nessuno sapeva o aveva riferito all’esterno di questa consultazione importante. Tutti pensavamo che la famosa messa all’indice del 1950 – e ripetuta nel 1961 – fosse stato un fatto estemporaneo dovuto al Card. Ottaviani, Prefetto del sant’Uffizio in quegli anni. La stessa improvvisazione si supponeva per l’articolo di spalla dell’Osservatore Romano del 6 gennaio 1960: “Una vita di Gesù malamente romanzata”. Da allora per 65 anni abbiamo solo letto con tristezza gli argomenti di quel trafiletto. Ora finalmente sappiamo che sia la messa all’indice che l’articolo descrittivo sono di fatto le conclusioni tratte a partire dall’inchiesta del 1949-1952.
Cambia qualcosa per Maria Valtorta e la sua Opera?
Onestamente dobbiamo dire di no. Anche una veloce lettura di questi quattro documenti non fanno che confermarci nella certezza dell’abbaglio. E sia chiaro: non per una qualche forma di malizia, ma siamo convinti, oltre misura, che ciò sia dovuto ad una eccessivamente veloce e superficiale lettura dei testi Valtortiani, dando per scontato che si trattasse della solita presunta veggente malata di protagonismo e mal guidata spiritualmente. Le veggenti (vere e false) erano molto numerose in quel tempo: si diceva che il loro numero fosse di oltre 250, a “infastidire” la Santa Sede e il Papa. Il pensiero era sempre il medesimo e scontato: forse lei era una brava cattolica, ma certamente aveva scritto una fantasiosissima vita di Gesù, esageratamente rielaborata e con un numero infinito di errori di ogni tipo.
Ora possiamo capire meglio gli sforzi e i pianti di Mons. Carinci di fronte all’incomprensione di eminenti dotti che non volevano studiare con la dovuta apertura mentale quel numero straordinario di fogli dattiloscritti (forse più di 6.000) su carta velina povera e sottile. Ora appare la grandezza del padre Gabriele Rosmini col suo testo teologico sulla Madonna in quegli stessi scritti: il suo quadro era ed è uno sforzo per provare la grandezza del dono (o dei doni) fatti da Gesù a Maria Valtorta per l’intero genere umano. Ora possiamo ancor più leggere gli scritti del beato padre Gabriele Allegra come una bella testimonianza teologica ed esegetica su quel “Poema dell’Uomo-Dio” che lo consolò spiritualmente. Ora siamo ancor più grati a Jean Aulagnier che nel 1994 pubblicava il primo studio sul perfetto calendario della vita di Gesù presente nella stessa opera Valtortiana.
Dunque?
All’opera! Sempre più convinti che il percorso aperto da Jean-François Lavère nel 2012 sia quello giusto: con la scienza galileiana analizzare ogni pagina Valtortiana per mostrare che l’origine di tutte le informazioni contenute non può essere nella scrivente; con il dott. Giovanni Palladino ripetere: “Qui c’è il dito di Dio”; con la teologia mostrare che è uno straordinario dono del Cielo, per la Nuova Evangelizzazione nel Terzo Millennio. Perciò “Prendete, prendete quest’opera e ‘non sigillatela’, ma leggetela e fatela leggere” (EV10 p. 520).
— Don Ernesto Zucchini |