|
Il Centro Editoriale Valtortiano ha pubblicato due libri molto importanti: il primo è uscito circa un anno fa e il secondo proprio ora, come continuazione dell’altro. Si tratta di “La vita di Gesù nella storia” volume I e II, dei proff. Liberato De Caro, Fernando La Greca e don Agustín Gimenéz González. I due libri riprendono in parte i quattro volumi “I cieli raccontano” che hanno per autore lo stesso prof. Liberato De Caro; sono tutti acquistabili presso l’editore (CEV di Isola del Liri – FR) (--> clicca qui).
Le fondamenta sono i testi di Maria Valtorta: i dati scientifici, certi e inappellabili, che si possono estrarre da “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, cioè effettivamente “La vita di Gesù nella storia”. Come sapete – anche perché lo ripeto “opportune et importune” – ciò che rende universale e importante gli scritti valtortiani è la presenza sovrabbondante di elementi di scienza galileiana. Dunque la vita storica realmente accaduta di Gesù è ben presente ne “L’Evangelo”, in virtù delle precisazioni scientifiche. Ora questo fatto è strabiliante perché se vero – ed è vero! – vorrebbe dire che i Vangeli canonici raccontano fatti reali e non invenzioni interpretative più o meno fantasiose. Lo scontro con gli esegeti non potrebbe essere più vasto e radicale: tutte le supposizioni moderniste sono scartate, azzerate, perché con la scienza presente ne “L’Evangelo” queste supposizioni sono mostrate senza valore. Una prima fortissima domanda emerge: l’opera valtortiana è allora più importanti dei Vangeli canonici? No, assolutamente! “L’Evangelo” valtortiano resta un commento autorevole, una chiave di lettura se vogliamo, ma il punto di riferimento non modificabile è il Vangelo Canonico. I testi Valtortiani non reggono per sé stessi, il loro solo sostegno sono i Canonici.
Inoltre il libro non si ferma agli aspetti storico-geografici: “per sintetizzare questo nostro libro con una metafora, la sua lettura sarebbe come visitare una mostra monotematica (la cronologia della vita di Gesù), ma le tante finestre [presenti nel testo] permetteranno al lettore di allargare la visuale su un panorama che va al di là di quanto proposto nella mostra, permettendogli di affacciarsi e contemplare le meraviglie di tutto ciò che sta oltre” (Vol. II, p. 19).
L’importanza di questi due volumi è difficilmente esprimibile, perché va oltre ogni dire; sì, non è esagerato formularlo così. Applicando le attuali carte astronomiche della NASA alle descrizioni che Maria Valtorta fa – senza neppure rendersene conto – della luna, del sole e delle stelle, è possibile stabilire con precisione le date degli avvenimenti che gli evangelisti raccontano. La probabilità della coincidenza casuale di questi dati è stata calcolata in 1 su 10 all’84esima (“10” seguito da 84 zeri; per un confronto immediato, la probabilità di vincere il primo premio alla Lotteria Italia è molto maggiore: circa di 1 su 10 alla 7!). La precisione di Maria Valtorta non è qualcosa di spiegabile umanamente. Su questa base don Gimenéz ha dichiarato questi fatti “ineludibili”, cioè dai quali non si può sfuggire.
I demitizzatori dei Vangeli hanno potuto affermare, con Bultmann, che “non ci si può servire della luce elettrica e della radio o far ricorso in caso di malattia ai moderni ritrovati medici e clinici, e nello stesso tempo credere nel mondo degli spiriti e dei miracoli propostici dal Nuovo Testamento”. Contro la folla di quelle persone che accettano questa tesi distruggendo la verità storica su Gesù e i Vangeli col tragico risultato di raffreddare – per dire il meno – la fede cristiana in tantissime persone, sacerdoti e vescovi compresi, si erge Maria Valtorta e i fondamenti scientifici del suo Evangelo. Qui sta l’importanza dei suoi testi. Contro chi spegne i Vangeli in un razionalismo tutto terreno o lo evapora in una insignificanza completa, stanno i racconti precisi e scientificamente ineccepibili de “L’Evangelo” valtortiano. In questo modo i Vangeli, con tutti i loro contenuti, riprendono vita e donano la Vita Eterna a chi lo vuole.
I due testi si avventurano nelle strade e nei tempi percorsi da Gesù, per darci una cronologia (alla fine del II volume) assolutamente precisa. Il reale della vita di Nostro Signore, insieme ad apostoli e ai primi discepoli, si sviluppa in una dimensione tridimensionale. Si vede, si osserva, si ascolta e – con un po’ di fantasia ma sempre radicata nei fatti – si percepiscono i profumi dei racconti scritti. Giorno mese ed anno ripetono senza sosta la verità storica di Gesù.
Scopriamo così le date degli avvenimenti fondamentali, come la nascita, la morte e la resurrezione del Salvatore, insieme a quelle di fatti secondari, sempre uniti ai luoghi piccoli e grandi dove sono avvenuti. Ad esempio la chiamata dei primi apostoli ebbe luogo il 30 marzo del 31; l’incontro con la samaritana al pozzo di Sicar il 13-15 gennaio 32; il discorso della montagna (beatitudini) il 2-8 marzo 32; la resurrezione del figlio della vedova di Naim il 28 marzo 32; quella della figlia di Giairo il 6 luglio 32; il 14 settembre 32 la prima moltiplicazione dei pani; il 5 marzo 33 la Trasfigurazione; il 12 maggio 33 la conversione di Zaccheo. Questi sono solo alcune date di avvenimenti evangelici deducibili dai cieli fisici descritti da Maria Valtorta; alcuni sono avvenimenti “minori”, ma proprio per questo è importante conoscerne la collocazione storico-geografica specifica: ciò significa che tutti i moltissimi episodi sono veri, precisi, esatti nei tempi e nei luoghi.
Il dott. N. F. Zaragoza, professore alla Università Ecclesiastica San Dámaso di Madrid, nella prefazione mette questa importante frase: “Il libro che hai tra le mani è un prezioso e profondo contributo allo studio sulla storicità dei Vangeli e si inserisce, con pieno diritto, nel filone di ricerca sulla storia di Gesù”. Da qui l’importanza di leggere questi libri, veri “vaccini” contro tutte le interpretazioni che tendono a far svanire i Vangeli in sogni o incubi irreali.
— Don Ernesto Zucchini |